Il coinvolgimento attivo dei residenti nella progettazione delle proprie case non è solo una questione di preferenze personali, ma un potente strumento per ridurre drasticamente l’impatto ambientale degli edifici. Un recente studio europeo dimostra come questa pratica possa portare a risultati sorprendenti.
La potenza trasformativa del co-design abitativo
Immagina di poter contribuire attivamente alla progettazione della tua futura casa, non solo scegliendo i colori delle pareti o la disposizione dei mobili, ma partecipando a decisioni fondamentali su come l’edificio produrrà e conserverà energia, quali materiali verranno utilizzati e come gli spazi comuni potranno migliorare la vita di tutti i residenti.
Questo approccio, noto come co-design o progettazione partecipata, sta rivoluzionando il modo in cui pensiamo all’edilizia sostenibile, specialmente nell’ambito del cohousing e dell’abitare sociale. Un recente studio europeo pubblicato su “Architecture” ha dimostrato che quando i residenti diventano co-progettisti attivi, non si ottengono solo case più adatte alle loro esigenze, ma edifici significativamente più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale.
Il progetto REN+HOMES: quando la partecipazione fa la differenza
Il progetto europeo REN+HOMES, finanziato nell’ambito di Horizon 2020, ha sviluppato una metodologia innovativa che pone i residenti al centro del processo di progettazione per gli edifici a impatto positivo sul carbonio. I risultati? Una riduzione del 65,9% nel consumo finale di energia rispetto agli approcci convenzionali.
Questa drastica diminuzione non è frutto solo di tecnologie all’avanguardia, ma deriva principalmente da un processo di co-progettazione strutturato che trasforma gli abitanti da semplici fruitori a protagonisti attivi nella realizzazione del proprio ambiente abitativo.
“Posizionare i residenti come collaboratori attivi piuttosto che destinatari passivi nelle fasi di progettazione e operative affronta il divario identificato tra soluzioni tecnologiche e coinvolgimento degli utenti.” – Dorin Beu et al., Architecture, 2025
Perché il co-design funziona nell’abitare (extra)ordinario
Il successo di questo approccio si basa su alcuni principi fondamentali che possono essere applicati in qualsiasi contesto di comunità intenzionale:
1. Conoscenza condivisa e consapevolezza
Attraverso workshop educativi e sessioni informative, i residenti acquisiscono una comprensione approfondita dei principi di sostenibilità e delle possibilità tecniche disponibili. Questo processo crea una base comune di conoscenza tra esperti tecnici e abitanti, permettendo decisioni più consapevoli.
2. Progettazione collaborativa e consenso
Laboratori interattivi permettono ai residenti di lavorare direttamente con architetti e ingegneri per sviluppare soluzioni che integrino caratteristiche di sostenibilità con le esigenze degli abitanti. Questo approccio collaborativo colma il divario tra possibilità tecniche e aspettative degli utenti.
3. Coinvolgimento continuo
A differenza dei processi tradizionali, il coinvolgimento dei residenti continua durante la costruzione e l’operatività dell’edificio attraverso comitati di monitoraggio e meccanismi di feedback. Questo garantisce che gli edifici funzionino come previsto e che i residenti comprendano come ottimizzare i sistemi.
L’impatto sociale del co-design nel cohousing
Il valore del co-design va ben oltre i benefici ambientali. Quando le persone partecipano attivamente alla progettazione del proprio ambiente abitativo, si rafforzano i legami comunitari e si crea un senso di appartenenza più profondo.
Nel contesto dell’abitare sociale, questo approccio ha dimostrato di:
- aumentare il senso di responsabilità verso gli spazi comuni
- ridurre i conflitti tra residenti grazie a una migliore comprensione delle esigenze reciproche
- favorire comportamenti più sostenibili nella vita quotidiana
- sviluppare competenze e consapevolezza che i residenti possono applicare in altri contesti.
Come implementare il co-design nel vostro progetto abitativo
Da MeWe® abitare collaborativo, crediamo che ogni progetto di cohousing possa beneficiare dell’approccio di co-design. Ecco alcuni passi fondamentali per implementarlo efficacemente:
Fase 1: Preparazione e formazione
- Organizzare workshop informativi per introdurre il concetto di edifici a impatto positivo sul carbonio
- Condividere storie di successo e potenziali benefici (ambientali, economici e relativi alla salute)
- Fornire risorse e formazione su come valutare e articolare bisogni, preferenze e idee
Fase 2: Valutazione delle esigenze e visione comune
- Facilitare workshop di visione dove i residenti possono esprimere i loro desideri
- Utilizzare sondaggi o interviste per raccogliere input individuali
- Identificare temi comuni e priorità
Fase 3: Workshop di co-progettazione
- Organizzare sessioni interattive di co-progettazione, coinvolgendo architetti, ingegneri e residenti
- Utilizzare modelli, disegni o strumenti di progettazione digitali per visualizzare le opzioni
- Sviluppare concetti che integrino caratteristiche di sostenibilità con le esigenze identificate
Fase 4: Implementazione e monitoraggio
- Supervisionare il processo di costruzione per garantire che i progetti siano eseguiti come pianificato
- Dopo l’occupazione, monitorare le prestazioni ambientali dell’edificio
- Organizzare incontri regolari con i residenti per discutere eventuali problemi
Il futuro dell’abitare sostenibile è collaborativo
L’approccio di co-design sta guadagnando terreno in tutta Europa. In Italia, progetti pionieristici di cohousing stanno dimostrando come la partecipazione attiva dei residenti possa trasformare non solo gli edifici, ma intere comunità.
La metodologia sviluppata da REN+HOMES offre un quadro replicabile che può essere adattato a diversi contesti e scale. Ciò che rende questo approccio particolarmente promettente è la sua capacità di integrare l’eccellenza tecnica con l’esperienza vissuta, creando edifici che non sono solo sostenibili dal punto di vista ambientale, ma anche culturalmente e socialmente vivaci.
Trasformando gli edifici in spazi che riflettono veramente le esigenze e i valori dei loro abitanti, il processo di co-design rappresenta un cambiamento fondamentale nello sviluppo edilizio sostenibile. La diversità degli sfondi e delle prospettive dei residenti arricchisce il processo di progettazione, introducendo soluzioni innovative alle sfide di sostenibilità che gli esperti tecnici da soli potrebbero non scoprire.
Siamo convinti che questo approccio rappresenti il futuro dell’abitare sociale e del cohousing in Italia. Non si tratta solo di costruire edifici più efficienti, ma di costruire comunità più forti, consapevoli e attive nel plasmare il proprio futuro.
Questo articolo è basato sulla ricerca “REN+HOMES Positive Carbon Building Methodology in Co-Design with Residents” di Dorin Beu, Alessio Pacchiana, Elena Rastei, Horațiu Albu e Theodor Contolencu, pubblicata su “Architecture” nel luglio 2025.
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