1. Perché il co-design è centrale nel cohousing e nell’abitare sociale
2. Cos’è un Co-Design toolkit
- Dare “la penna” alle persone: il potere di influenzare decisioni reali
- Facilitare conversazioni costruttive: trasformare il confronto in collaborazione
- Generare fiducia e senso di appartenenza: ogni voce conta, ogni scelta è condivisa.
- Workshop ibridi (in presenza e online) per garantire inclusione
- Mappatura digitale e walk-around per leggere il territorio e le sue criticità
- Ice-breaker e visioning: esercizi su speranze e timori per costruire una visione comune
- Modellini fisici e collage ideativi per visualizzare opzioni e stimolare la creatività
- Esercizi di priorità (idee e costi) per definire ciò che è davvero importante
- Temperature check e semafori per misurare il livello di consenso
- Interviste e connessioni con gruppi più ampi per ampliare la partecipazione
- Up-skilling: formazione per i partecipanti, perché il co-design è anche empowerment.
3. Dove si applica il toolkit?
- Posizionamento degli spazi condivisi: il cuore della vita comunitaria. La loro collocazione influisce sulla visibilità, sull’accessibilità e sulla capacità di generare interazioni
- Bilanciamento tra privacy e socialità: grandi balconi privati, camminamenti condivisi, giardini comuni. Il co-design aiuta a trovare il giusto equilibrio
- Servizi condivisi: spazi come la “Library of Things” o aree per attività collettive. Decidere insieme cosa serve davvero evita sprechi e aumenta l’utilità
- Scelte di sostenibilità: materiali a basso impatto, standard Passivhaus, micro-grid e batterie in sito, strutture in legno lamellare. Coinvolgere le persone in queste scelte aumenta la consapevolezza e l’adozione di comportamenti virtuosi
- Gestione della mobilità: accessi sicuri, spazi verdi al centro, riduzione del traffico interno.