Abitare (extra)ordinario: come il cohousing e l’abitare sociale rispondono alle sfide di accessibilità e sostenibilità

Nel contesto attuale, l’abitare si presenta come una sfida complessa, intrecciando questioni di accessibilità economica e sostenibilità ambientale e sociale. Le forme di abitare collaborativo, come il cohousing e l’abitare sociale, emergono come risposte concrete a questa crisi, offrendo soluzioni che valorizzano la comunità e il territorio. MeWe® abitare collaborativo si impegna a promuovere queste […]

Come il cohousing risponde alle sfide di accessibilità e sostenibilità

Nel contesto attuale, l’abitare si presenta come una sfida complessa, intrecciando questioni di accessibilità economica e sostenibilità ambientale e sociale. Le forme di abitare collaborativo, come il cohousing e l’abitare sociale, emergono come risposte concrete a questa crisi, offrendo soluzioni che valorizzano la comunità e il territorio. MeWe® abitare collaborativo si impegna a promuovere queste modalità, costruendo coalizioni sociali e progettando spazi abitativi che rispondono alle esigenze di diverse generazioni.


Accessibilità economica: sei constatazioni per comprendere la crisi e le sue soluzioni

1. Abitare è un atto di consumo

Abitare non è un diritto astratto, ma un servizio che richiede risorse, lavoro e denaro. Ogni abitante, che sia locatario o proprietario, paga per il servizio di abitare, che comprende la costruzione, il riscaldamento, la manutenzione e le infrastrutture necessarie per rendere vivibile un luogo. Questo consumo è universale e imprescindibile: abitare è consumare un servizio, non solo possedere un bene. I proprietari-occupanti, infatti, forniscono e consumano simultaneamente questo servizio, sostenendo costi di manutenzione e rinunciando al potenziale reddito da affitto.

Questo quadro ci aiuta a comprendere che l’accessibilità abitativa non si misura solo sul prezzo di acquisto o affitto, ma sulla capacità di ogni persona di sostenere il costo reale del servizio abitativo.

2. Il prezzo dell’abitazione è la somma di due valori: qualità del servizio e valore della localizzazione

Il costo finale di un’abitazione è determinato dalla combinazione di due componenti principali: la qualità del servizio offerto dall’unità abitativa (dimensioni, finiture, manutenzione, comfort) e il valore della localizzazione (posizione geografica, vicinanza a servizi, qualità del quartiere). Mentre la qualità del servizio ha un costo relativamente stabile e prevedibile, il valore della localizzazione è volatile e spesso soggetto a meccanismi di mercato speculativi. Questo spiega perché abitazioni simili possano avere prezzi molto diversi in base alla loro collocazione.

Le forme di abitare collaborativo in chiave sociale, come il social (co)housing, cercano di bilanciare questi fattori, offrendo qualità abitativa elevata in contesti territoriali sostenibili e accessibili, riducendo così la pressione speculativa e favorendo un accesso più equo.

3. L’esplosione dei prezzi è una questione di localizzazione

L’aumento vertiginoso dei prezzi immobiliari negli ultimi anni non è dovuto a un miglioramento generalizzato della qualità delle abitazioni, ma principalmente all’incremento del valore della localizzazione. Ogni posizione è unica e il suo valore è determinato da fattori come la vicinanza a opportunità di lavoro, servizi pubblici, trasporti e qualità ambientale. La competizione per queste localizzazioni privilegiate generi una spirale che fa lievitare i prezzi ben oltre il valore reale del servizio abitativo. Questo fenomeno esclude molte persone dal poter abitare in luoghi ben serviti, aumentando la segregazione sociale e territoriale.

Le comunità intenzionali e il cohousing in chiave sociale, progettati con attenzione alla qualità e alla sostenibilità del territorio, ampliano le possibilità di accesso a luoghi abitativi di qualità, contribuendo a un uso più equo e responsabile del territorio.

4. L’acquirente marginale fissa il prezzo per tutti

Nel mercato immobiliare, il prezzo di un’abitazione è determinato dall’offerta dell’acquirente marginale, ovvero colui che è disposto a pagare il prezzo più alto per una determinata unità. Questo significa che i prezzi sono fissati dai pochi che possono permettersi di pagare molto, imponendo valori elevati a tutto il mercato circostante. Questo meccanismo è alla base della crescita dei prezzi e della conseguente esclusione di molte persone dal mercato abitativo.

Le soluzioni non profit, come quelle promosse da MeWe®, interrompono questo meccanismo, offrendo abitazioni a prezzi equi, non soggetti alla logica del profitto, ampliando così il bacino di chi può accedere a un’abitazione dignitosa.

5. L’aumento dei prezzi scoraggia la costruzione

Nonostante l’aumento dei prezzi, la costruzione di nuove abitazioni non cresce proporzionalmente, frenata da costi elevati di terreni, infrastrutture e regolamentazioni. Il costo dei terreni è direttamente influenzato dalla spirale immobiliare, generando un circolo vizioso in cui l’aumento dei prezzi esistenti rende più costosa la costruzione di nuove unità, limitando l’offerta e aggravando la crisi.

Le comunità intenzionali e i progetti di cohousing socialmente orientata, grazie a una pianificazione partecipata e modelli di sviluppo sostenibili, ottimizzano le risorse e favoriscono una produzione abitativa più efficiente e accessibile. Investire massicciamente nelle infrastrutture e rivedere la regolamentazione sono passi fondamentali per aumentare la capacità abitativa nei luoghi giusti.

6. Tutti pagano il conto della crisi

La crisi abitativa non colpisce solo chi è senza casa, ma l’intera società, con un aumento dei costi abitativi, una riduzione della mobilità sociale e un impoverimento collettivo. La mancanza di un’offerta abitativa adeguata e accessibile genera effetti a catena che coinvolgono tutti, dai proprietari ai locatari, fino alle istituzioni pubbliche.

Le forme di abitare sociale e collaborativo rappresentano una risposta inclusiva, tutelando il diritto di tutti a un’abitazione dignitosa e promuovendo la coesione sociale. Garantire un’offerta abitativa abbondante e diversificata è essenziale per permettere a ogni persona di scegliere liberamente il proprio luogo di vita, senza essere schiacciata dalla pressione del mercato.


Sostenibilità in abitare: sei constatazioni per un futuro equilibrato

1. La nostra sicurezza richiede un ambiente protetto

La qualità dell’abitare è strettamente legata alla salute degli ecosistemi e alla stabilità climatica. I danni ambientali e i cambiamenti climatici rappresentano minacce immediate e concrete per la sicurezza delle nostre comunità.

Le comunità intenzionali immaginate da MeWe® integrano spazi verdi, riducono l’impatto ambientale e promuovono stili di vita a basso consumo energetico, contribuendo a un ambiente più sicuro e sano per tutti. Proteggere e valorizzare l’ambiente è la base imprescindibile per garantire la qualità della vita e la sicurezza delle persone.

2. Lo sviluppo sostenibile protegge l’umanità, non solo il pianeta

La sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale, ma sociale ed economico. Il “durable” si colloca all’intersezione di ambiente, società ed economia, e il benessere umano è il fine ultimo delle politiche di sostenibilità. Un sistema abitativo sostenibile deve garantire inclusione, equità e qualità della vita per tutti.

In questo senso, MeWe® promuove abitare sociale che risponde a queste esigenze, favorendo la solidarietà e la coesione sociale, elementi fondamentali per un futuro sostenibile.

3. Un sistema abitativo sostenibile evita i deficit

Per essere sostenibile, un sistema abitativo deve evitare sprechi e perdite ambientali, economiche e sociali. I deficit strutturali – ambientali, economici e sociali – minaccino la durabilità dei nostri territori.

Le soluzioni di cohousing e abitare collaborativo puntano a un uso efficiente delle risorse, alla riduzione dei consumi e alla valorizzazione del capitale sociale, creando un circolo virtuoso di benessere collettivo. Misurare e colmare questi deficit è essenziale per garantire la durabilità del sistema abitativo.

4. La sostenibilità passa per la sobrietà territoriale

L’espansione urbana incontrollata genera deficit ambientali e sociali. L’età urbana è una macchina a deficit, con costi elevati per infrastrutture, energia e servizi.

Le comunità intenzionali si sviluppano in modo compatto e integrato, favorendo la prossimità ai servizi e riducendo la dipendenza dall’auto. Questo modello contribuisce a un uso più responsabile del territorio, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità della vita.

5. Tutto è una questione di energia

L’abitare sostenibile deve ridurre la domanda energetica e favorire l’uso di fonti rinnovabili. Almeno la metà dell’energia consumata è di origine fossile e importata: la riduzione degli sprechi energetici negli edifici residenziali rappresenta una grande opportunità.

I progetti di MeWe® adottano tecnologie e materiali che migliorano l’efficienza energetica, riducendo l’impatto ambientale e i costi per gli abitanti, contribuendo a un sistema abitativo più sobrio e sostenibile.

6. Il mantenimento dello status quo ci costa più del cambiamento

Non agire comporta costi maggiori in termini economici, sociali e ambientali. Gli investimenti per mantenere le infrastrutture e il sistema attuale siano già molto elevati, e il costo del non agire supera di gran lunga quello del cambiamento.

Investire in abitare sociale e cohousing è una scelta lungimirante che tutela la qualità della vita e garantisce un futuro sostenibile per le prossime generazioni. Il cambiamento è dunque necessario e conveniente.


Abitare (extra)ordinario per un futuro accessibile e sostenibile

La crisi abitativa non è inevitabile. Le soluzioni esistono e sono praticate con successo da realtà come MeWe® abitare collaborativo, che coniuga accessibilità economica e sostenibilità ambientale e sociale attraverso il cohousing e l’abitare sociale.

Ripensare il modo di abitare significa valorizzare la comunità, la partecipazione e la cura del territorio. Significa scegliere un abitare (extra)ordinario, capace di rispondere alle esigenze di tutte le generazioni e di costruire un futuro più giusto e sostenibile.

MeWe® abitare collaborativo è qui per accompagnare questo percorso, con competenza, passione e un impegno concreto verso un abitare migliore per tutti.