Nel contesto attuale, la casa è sempre più spesso considerata una merce, soggetta a dinamiche speculative che escludono molte persone dall’accesso a un’abitazione dignitosa. Di fronte a questa realtà, le pratiche di abitare collaborativo e proprietà condivisa emergono come alternative concrete, capaci di promuovere giustizia socio-spaziale, inclusione e governance democratica. MeWe® abitare collaborativo, con la sua esperienza nel design di forme (extra)ordinarie di abitare, studia, sperimenta e si propone come punto di riferimento per chi cerca soluzioni abitative innovative e comunitarie.
Ripensare la proprietà: verso un abitare più inclusivo
La proprietà privata tradizionale è spesso intesa come un diritto esclusivo, che consente al titolare di usare, disporre e persino consumare un bene, anche a discapito della collettività. Questo modello ha alimentato la speculazione immobiliare e l’esclusione abitativa. Al contrario, le pratiche di abitare collaborativo mettono in discussione questo paradigma, proponendo una proprietà d’uso: accessibile, non speculativa e orientata al benessere collettivo.
Queste esperienze si avvicinano al concetto di beni comuni emergenti, ovvero spazi rivendicati dalla comunità per usi collettivi, gestiti con principi di partecipazione orizzontale e governance democratica. Il valore sociale della casa si afferma così come un diritto fondamentale, da tutelare e praticare attraverso forme innovative di proprietà e gestione.
Tre modelli europei di abitare alternativo
Per comprendere come queste idee si traducano in pratiche concrete, è utile analizzare tre modelli europei che rappresentano esempi significativi di abitare collaborativo e proprietà condivisa, in linea con la missione di MeWe®.
Mietshäuser Syndikat (Germania)
Il Mietshäuser Syndikat è una rete di abitazioni gestite da associazioni di residenti che, insieme a un partner sindacale, detengono la proprietà degli immobili attraverso una società a responsabilità limitata (GmbH). Un elemento distintivo è il diritto di veto concesso al sindacato sulla vendita degli edifici, che impedisce la speculazione e la riprivatizzazione. Questo sistema garantisce che le decisioni fondamentali siano prese con il consenso di entrambe le parti, assicurando la tutela degli interessi della comunità abitante e la permanenza degli alloggi a prezzi accessibili nel lungo termine.
La forza del Mietshäuser Syndikat risiede nella mutualizzazione delle risorse e delle conoscenze tra i vari progetti, che si sostengono a vicenda attraverso trasferimenti finanziari e scambi di esperienze, costruendo così una rete solida e solidale.
Fondazione Trias (Germania)
La Fondazione Trias opera acquistando terreni e concedendoli in uso a gruppi di abitanti, separando la proprietà del suolo da quella degli edifici. Questa separazione permette di sottrarre il terreno alla speculazione, mantenendolo sotto il controllo della fondazione senza scopo di lucro. Le comunità che abitano gli edifici hanno così la possibilità di organizzarsi autonomamente, scegliendo la forma giuridica più adatta alle loro esigenze.
Il modello della Fondazione Trias si basa su una governance tradizionale, con un consiglio di fondazione che supervisiona le attività, ma lascia ampio margine di autonomia alle comunità. Questo approccio consente di combinare la tutela del bene comune con la flessibilità necessaria per rispondere alle diverse forme di abitare sociale.
Community Land Trust (Regno Unito)
Il Community Land Trust (CLT) è un modello fondiario senza scopo di lucro che gestisce immobili per conto della comunità, con una governance partecipata che coinvolge residenti, membri della comunità e portatori di interesse. Il CLT separa la proprietà del terreno da quella degli edifici, mantenendo vincoli anti-speculativi che garantiscono l’accesso a lungo termine a prezzi contenuti.
In alcuni esempi che troviamo più convincenti, la partecipazione democratica è assicurata da un consiglio composto in modo egualitario, che governa il trust nel rispetto degli interessi collettivi. Questo modello dimostra come la proprietà possa essere amministrata come un fascio di diritti, distribuiti e governati collettivamente per promuovere il benessere della comunità.
I principi fondamentali per MeWe®
L’esperienza di questi modelli europei offre a MeWe® importanti spunti per approfondire e sviluppare pratiche abitative innovative, fondate su due principi chiave.
Avvicinare l’abitare collaborativo ai beni comuni emergenti
I beni comuni emergenti rappresentano una sfida e un’opportunità per ripensare gli spazi abitativi come luoghi di uso collettivo e partecipazione democratica. MeWe® riconosce l’importanza di promuovere una governance orizzontale, che coinvolga attivamente le comunità nella gestione degli spazi, superando le logiche escludenti della proprietà privata tradizionale.
Questa prospettiva implica un impegno costante per costruire processi decisionali condivisi, trasparenti e inclusivi, capaci di valorizzare le diversità e di rispondere alle esigenze di diverse generazioni, favorendo un senso di appartenenza e responsabilità collettiva.
Traguardare una proprietà d’uso accessibile e non speculativa
La proprietà d’uso si configura come un’alternativa concreta alla mercificazione della casa. Essa mira a garantire l’accesso all’abitare come diritto fondamentale, orientando la gestione degli immobili al valore d’uso e al benessere collettivo, piuttosto che al profitto.
Questo modello richiede strumenti giuridici e finanziari innovativi, capaci di sottrarre gli immobili alla speculazione e di assicurare la loro permanenza a disposizione delle comunità nel lungo termine. La collaborazione con enti pubblici e privati, così come la costruzione di reti di mutuo supporto tra realtà abitative, sono elementi essenziali per sostenere questa visione.
Un invito alla partecipazione e alla riflessività
MeWe® abitare collaborativo si posiziona come potenziale innovatore nel settore dell’abitare sociale, orchestrando processi complessi e progettando forme di abitare che rispondono alle esigenze di inclusione, sostenibilità e partecipazione. Attraverso l’adozione e l’adattamento di modelli europei come quelli descritti, MeWe® contribuisce a diffondere una cultura dell’abitare che valorizza la comunità e la cooperazione.
L’esperienza di MeWe® dimostra come il design e l’innovazione possano migliorare la qualità della vita comunitaria, offrendo soluzioni abitative capaci di accogliere diverse generazioni e di promuovere un senso di appartenenza profondo. In questo modo, MeWe® sostiene un cambiamento culturale che mette al centro il valore sociale della casa, superando le logiche speculative e favorendo una giustizia socio-spaziale concreta.
Le pratiche di abitare collaborativo e proprietà condivisa rappresentano oggi una risposta concreta alle sfide dell’abitare sociale, offrendo strumenti per costruire comunità intenzionali basate su valori di mutualità, inclusione e partecipazione democratica. I modelli europei di Mietshäuser Syndikat, Fondazione Trias e Community Land Trust offrono esempi preziosi di come sia possibile ripensare la proprietà e la governance degli spazi abitativi.
MeWe® abitare collaborativo invita a riflettere su questi modelli, adattandoli al contesto locale e promuovendo un dialogo aperto con le comunità, le istituzioni e gli attori del settore. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile avanzare verso un abitare (extra)ordinario, che risponda alle reali necessità delle persone e valorizzi il senso di comunità come risorsa fondamentale per il futuro.