Economia circolare e cohousing: due termini in apparenza diversi ma che, a nostro avviso, hanno invece diversi tratti in comune.
Per economia circolare, infatti, si intende, facendo nostre le parole che si trovano sul sito del Parlamento europeo, un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.
Obiettivo di questo procedimento, estendere il ciclo di vita dei prodotti contribuendo a ridurre drasticamente i rifiuti. Infatti, una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore. Un mantra che cozza con il modello economico tradizionale fondato sullo schema, come si legge sempre sul sito, “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”.
Bene, ma cosa c’entra il cohousing con questo principio? Potrebbero chiedersi in molti. In realtà anche l’abitare condiviso vanta un processo di riciclo, attraverso una restituzione calibrata sul gruppo abitativo degli spazi. Pensiamo, infatti, alla realizzazione di stanze comuni laddove una volta si trovavamo grandi saloni da pranzo “abbandonati” e abitati solamente durante le feste con grande spreco di energia e di metratura. O, ancora, alle tavernette, alle lavanderie e alle sale da giochi prima vuote e, nella loro seconda fase di vita, ricche di risa e di presenza.
In fondo anche il cohousing punta ad un risparmio costruttivo e a un “riciclo” dell’esistente per valorizzare il presente. Come abbiamo scritto più volte sulle nostre pagine, scegliere una soluzione collaborativa per la propria casa porta a numerosi vantaggi, su tutti quello economico: far parte di una comunità partecipata abbatte i costi di acquisto (di norma inferiori del 15/20% sul prezzo di mercato ed, inoltre, creati ad hoc in base alle esigenze del nucleo residenziale), riduce gli sprechi energetici (le bollette vengono condivise e redistribuite alla luce degli spazi comuni) e distribuisce costi di badanti, baby sitter, giardiniere etc tra tutti gli abitanti del “quartiere”.
Il tutto per ritornare circolarmente a far vivere la casa come un luogo di ben-essere nel senso letterale del termine. (MT)