Il percorso verso il cohousing: le sei fasi per costruire la tua comunità

La città moderna è stata progettata principalmente per la famiglia nucleare, ma le nuove generazioni cercano soluzioni abitative diverse. Il cohousing rappresenta una risposta concreta a questo bisogno, offrendo un modello abitativo che combina spazi privati con aree comuni, favorendo la socialità e la condivisione. Un recente manuale intitolato “Co-Creating Collaborative Housing Communities”, prodotto nell’ambito […]

La città moderna è stata progettata principalmente per la famiglia nucleare, ma le nuove generazioni cercano soluzioni abitative diverse. Il cohousing rappresenta una risposta concreta a questo bisogno, offrendo un modello abitativo che combina spazi privati con aree comuni, favorendo la socialità e la condivisione.

Un recente manuale intitolato “Co-Creating Collaborative Housing Communities”, prodotto nell’ambito del progetto CO-HOPE e finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea, offre una guida preziosa per chi desidera intraprendere questo percorso. Questo documento delinea sei fasi fondamentali per lo sviluppo di progetti abitativi collaborativi, sottolineando approcci orientati alla comunità, partecipativi e sociali all’abitare.

Le sei fasi di un progetto di cohousing

Il manuale identifica sei passaggi chiave nel ciclo di vita di un progetto di abitare collaborativo:

1. Fase iniziale

Questa fase rappresenta il punto di partenza, dove si forma un gruppo centrale di persone interessate, si definiscono i valori condivisi e si inizia la ricerca di un luogo fisico. È in questo momento che si stabiliscono le basi valoriali che guideranno l’intero progetto, influenzando le future decisioni sull’accessibilità economica e l’integrazione sociale.

2. Fase di pianificazione

Quando il progetto inizia a prendere forma, con l’aiuto di architetti e altri professionisti, si progettano gli spazi individuali e collettivi. Durante questa fase, il gruppo spesso si espande e i compiti diventano più strutturati, rendendo necessari adattamenti per garantire l’accessibilità economica e l’inclusività sociale.

3. Fase di costruzione

Arriva il momento di trasformare i progetti in realtà: si costruisce il nuovo edificio o si ristruttura quello esistente. Il confronto con costruttori e imprese edili diventa quotidiano, e risulta fondamentale finalizzare ogni decisione prima di trasferirsi.

4. Fase di insediamento

Finalmente il progetto si trasforma in una casa. I membri della comunità si adattano al nuovo ambiente, stabiliscono routine quotidiane e definiscono modalità decisionali condivise che faciliteranno la convivenza.

5. Fase di convivenza

La fase più lunga del ciclo, dove si raccolgono i frutti del lavoro svolto. I residenti organizzano la manutenzione degli spazi e lavorano costantemente per mantenere vivo lo spirito comunitario e l’integrazione sociale.

6. Fase di riqualificazione

Con il passare del tempo, sia le strutture fisiche che quelle sociali necessitano di rinnovamento. Questa fase comporta la pianificazione e l’esecuzione dei cambiamenti necessari, mantenendo sempre l’attenzione sull’accessibilità economica e la diversità tra i residenti.

Come iniziare un progetto di abitare sociale

Vale la pena soffermarsi sulle prime due fasi, che rappresentano i momenti cruciali per la buona riuscita di un progetto di abitare collaborativo.

La fase iniziale: valori, gruppo e solidarietà

Tre elementi risultano fondamentali in questa fase:

Valori condivisi: definire una visione comune è essenziale per facilitare la connessione tra i membri. Una dichiarazione di missione ben strutturata riflette gli obiettivi del gruppo e fornisce orientamento, prevenendo potenziali conflitti.

Composizione del gruppo: è importante costruire un gruppo diversificato e inclusivo, ma con sufficiente comunanza di intenti per concordare su obiettivi e procedure. L’eccessiva omogeneità va evitata, ma è necessario un accordo sulle questioni fondamentali.

Solidarietà e comunità: discutere fin dall’inizio la posizione del gruppo su accessibilità economica e inclusione sociale è cruciale. Il gruppo deve sviluppare un quadro chiaro su quanto intende spingersi nella solidarietà e quali forme di solidarietà vuole adottare.

La fase di pianificazione: progettare insieme il futuro

Durante la fase di pianificazione, l’ambiente di vita futuro prende forma, dalle aree abitative individuali agli spazi comuni:

Gruppo: il progetto viene sviluppato per una località specifica con l’aiuto di professionisti. In questa fase, il gruppo spesso si allarga e i compiti diventano più strutturati.

Finanziamento e condizioni: un affitto basato sulla solidarietà implica fare scelte consapevoli su arredi, dimensioni degli appartamenti e finanziamenti per renderlo più accessibile. La ricerca di sussidi può essere determinante.

Progettazione architettonica: il gruppo deve discutere l’architettura e sviluppare una visione condivisa per l’edificio. È essenziale trovare strategie che garantiscano tempo ed energie sufficienti per progettare adeguatamente anche gli spazi comuni.

Gruppo o luogo: cosa viene prima?

Una domanda fondamentale emerge a noi di MeWe avendo letto il documento: può esistere un gruppo senza un luogo definito, o viceversa?

La risposta non è univoca. Secondo il manuale CO-HOPE, in un progetto di cohousing convergono sempre tre elementi: un terreno o edificio, un gruppo di persone, e un’idea condivisa. La sequenza con cui questi elementi si manifestano può variare.

In alcuni casi, è un gruppo di persone che, condividendo una visione, inizia a cercare un luogo adatto. In altri casi, è la disponibilità di un terreno o di un edificio che stimola la formazione di un gruppo interessato a sviluppare un progetto di comunità intenzionale.

L’esperienza dimostra che entrambi gli approcci possono funzionare. Progetti come Lilac Co-housing a Leeds sono nati da un gruppo con una forte visione comune che ha poi trovato un terreno adatto. Altri, come La Borda a Barcellona, sono partiti dalla disponibilità di uno spazio che ha catalizzato la formazione di una comunità.

Ciò che conta davvero è che, in un modo o nell’altro, questi tre elementi -gruppo, luogo e idea- finiscano per incontrarsi e allinearsi. Secondo noi di MeWe, prima si incontrano e meglio è.

Questo articolo è stato ispirato dal manuale “Co-Creating Collaborative Housing Communities”, prodotto dal progetto CO-HOPE finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea. Per approfondire, visita il sito ufficiale del progetto.