Nell’attuale panorama abitativo, trovare soluzioni che rispondano efficacemente alle necessità di chi si sposta per lavoro o studio rappresenta una sfida crescente. Noi di MeWe abitare collaborativo stiamo sviluppando a Genova un progetto che ripensa gli spazi dell’abitare temporaneo attraverso i principi del cohousing, bilanciando privacy e socialità in un contesto che valorizza la dimensione comunitaria.
Abitare temporaneo: molto più di un posto letto
Chi si trova a vivere “fuori sede” per periodi brevi o prolungati non cerca semplicemente un tetto sopra la testa, ma uno spazio in cui ritrovare le caratteristiche dell’abitare domestico. Il lavoratore in trasferta, lo studente universitario o il ricercatore non sono semplici “utenti” di un servizio, ma abitanti che necessitano di spazi pensati per le loro esigenze specifiche.
Il nostro progetto genovese nasce proprio dalla consapevolezza che l’abitare temporaneo richiede un’attenzione particolare alla qualità degli spazi, alla flessibilità delle soluzioni e alla possibilità di costruire relazioni significative anche durante soggiorni di breve durata.
Tipologie abitative: un equilibrio tra individuale e collettivo
Una struttura di questo tipo prevede diverse tipologie di alloggio, pensate per rispondere a differenti esigenze di privacy e socialità:
Tipologia a camere: stanze singole o doppie con bagno (minimo un bagno ogni due stanze), con servizi residenziali collettivi come cucine e spazi di soggiorno concentrati in zone comuni. La superficie minima è di 12 mq per le camere singole e 18 mq per quelle doppie.
Tipologia a minialloggi: unità autonome per uno o due utenti, dotate di zona cottura, servizio igienico ed eventuale soggiorno. Richiedono servizi comuni minimi come la lavanderia. La superficie minima è di 28 mq per un posto alloggio e 38 mq per due posti alloggio.
Questa varietà permette di mediare tra esigenze di privacy e socialità, facilitando la realizzazione di situazioni spaziali articolate e non uniformi.
Flessibilità e personalizzazione: la chiave di un abitare autentico
L’elemento distintivo è l’attenzione alla flessibilità degli spazi e alla possibilità di personalizzazione. Gli spazi comuni sono pensati per ospitare funzioni diverse a seconda delle esigenze: una sala può trasformarsi da spazio di studio durante il giorno a sala TV o giochi la sera.
Allo stesso modo, gli alloggi prevedono la possibilità di essere personalizzati in base alla durata del soggiorno. Chi resta per periodi più lunghi avrà maggiori opportunità di rendere lo spazio “proprio”, mentre chi soggiorna brevemente troverà comunque un ambiente accogliente e funzionale.
La personalizzazione si estende anche agli arredi: oltre a una dotazione standard di base, gli alloggi possono essere integrati con ulteriori elementi in base al tipo di utenza, sia per esigenze di studio (come tavoli da disegno) sia per tipo di residenzialità (settimanale o continuativa).
La dimensione comunitaria: valore aggiunto dell’abitare temporaneo
Come ogni nostro progetto di abitare sociale, la dimensione comunitaria rappresenta un valore fondamentale. Nel progetto genovese, stiamo prestando particolare attenzione a offrire spazi che favoriscano l’incontro e la socializzazione.
Gli spazi comuni sono pensati per essere riconoscibili e facilmente appropriabili, con dimensioni contenute e ripetute per gruppi di camere-studio. Questa organizzazione facilita la formazione di piccole comunità all’interno della struttura più ampia, rendendo più naturale l’incontro tra persone che condividono esigenze e ritmi simili.
La differenziazione tra aree comuni e stanze private avviene attraverso espedienti architettonici semplici e flessibili: colori, arredi, attrezzature e modalità di accesso contribuiscono a definire i diversi gradi di intimità e condivisione.
Servizi integrati: rispondere a esigenze diverse
Un aspetto cruciale di un progetto per questo tipo di target è l’offerta di servizi integrati, pensati per rispondere alle specifiche esigenze di chi abita temporaneamente la struttura. Abbiamo pensato, in primo luogo, a una dotazione condivisa di base di servizio composta da lavatrice, ferro da stiro, asciugatrice, cucina, TV e PC, fotocopiatrice, oltre al Wi Fi. Abbiamo previsto, inoltre, una serie servizi di base a supporto alla funzione residenziale, suscettibili di essere compresi nel prezzo come:
- Check in & check out
- Cambio biancheria periodico
- Pulizia periodica
- Spazi per la consumazione dei pasti.
E servizi integrativi a tariffa extra, quali:
- Lavanderia/stireria
- Preparazione dei pasti
- Pulizia a richiesta
Questa ricca offerta di servizi è pensata secondo un modello che supera il tradizionale “global service”, che offre un pacchetto preconfezionato uguale per tutti. Il nostro approccio prevede invece un’articolazione più complessa, con un pacchetto base incluso nel canone e servizi opzionali a parte, permettendo così di contenere i costi senza rinunciare alla qualità.
Un modello replicabile per l’abitare contemporaneo
Il progetto che stiamo sviluppando a Genova rappresenta un modello potenzialmente replicabile in altri contesti urbani, dove la domanda di abitare temporaneo di qualità è in costante crescita.
L’approccio che abbiamo adottato dimostra come i principi del cohousing possano essere applicati con successo anche a forme di abitare non permanenti, valorizzando la dimensione comunitaria senza sacrificare l’autonomia e la privacy individuale.
In un momento storico in cui la mobilità per studio e lavoro è sempre più diffusa, ripensare gli spazi dell’abitare temporaneo secondo logiche collaborative rappresenta non solo una risposta concreta a un bisogno abitativo, ma anche un contributo alla costruzione di comunità più coese e solidali.
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